• Tappa anello Scordia

04 Febbraio Il cammino Ibleo 2018


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Organizza “U pedi in caminu”
Referente: Graziella Frasca 338.2776377

Luogo del Ritrovo: ore 8:30 Scordia – Piazza Umberto I (Piazza San Rocco)
Partenza: ore 9,00. Rientro previsto dopo le 16:00
Mezzo di trasporto: pullman o mezzo proprio. (Il percorso è ad anello)
Equipaggiamento: scarpe da trekking, giubbotto anti pioggia ed antivento, mantellina, abbigliamento comodo.
Tipo di percorso: trekking cittadino, sentieri, trazzere, brevi fuori pista.
Lunghezza del percorso: 12 km circa
Pendenza max 20,4%. Altitudine: min. 136 m. – max 402 m.
•Pranzo: a sacco
•Difficoltà:T
Il cammino Ibleo
Il “Cammino Ibleo” è un progetto per la promozione e la conoscenza del territorio Ibleo, evento concreto di mobilità sostenibile e momento di crescita e di condivisione. Promosso dalle più attive realtà escursionistiche delle tre province della Sicilia sud orientale, il “Cammino” è iniziato a fine febbraio 2011 e attraverso percorsi spesso inediti, con un tracciato a forma di una Y, si è partiti dalle tre città di Ragusa, Noto e Scordia per confluire tutti a Palazzolo Acreide nella tappa finale del 23/10/2011. Attualmente il progetto continua attraverso il coordinamento del Cammino Ibleo, con le associazioni Kalura, Natura Sicula, Acquanuvena, Gruppo Trekking Upedincaminu, il CAI Ragusa ed il CAI Siracusa.

Breve Scheda descrittiva
a cura dell’Ass. UPEDINCAMINU
Upedincaminu, prima di andare alla ricerca dei siti escursionistici classici e conosciuti, più o meno lontani, ha cercato intanto di esplorare il territorio circostante del paese in cui si vive, cercando di tracciare percorsi da fare a piedi, fino a collegare la maggior parte dei paesi del calatino che ci circondano. Il percorso proposto da UPEDINCAMINU il prossimo 4 febbraio, vuole far conoscere sia un po’ di storia del paese ed una parte del territorio in cui insiste la città di Scordia. Si parte dalla Piazza Umberto I, cuore del centro storico. Dopo le visite guidate della Chiesa madre di San Rocco e della Chiesa Sant’Antonio con annesso Convento, entrambi edifici barocchi eretti nel XVII secolo, ci porteremo nel parco suburbano della Grotta del Drago, (nome derivante dalla termine alto medievale “draco”), un complesso di grotte artificiali abitate fin dalla protostoria, caratterizzato da uno stretto canyon scavato dalle impetuose acque del torrente “cava” che nasce a monte nella zona di “urgu tintu”. Arriveremo nella parte più alta del percorso, in pieno territorio di Militello V.C., presso il piano “Castelluccio”, area archeologica con la presenza di tombe tipo Dromos, ispirate alla civiltà di Thapsos, attraversando agrumeti, colture locali, per sentieri, trazzere e brevi tratti asfaltati. Quindi, dopo aver ammirato dall’alto le gole del Calcarone, interessante conformazione geologica che ospitò insediamenti umani in epoca preistorica, ci dirigeremo nella valle del Loddiero, una valle intagliata sulle calcareniti e vulcaniti dallo scorrere incessante dell’omonimo torrente, il cui nome deriva dalla parola araba “diyar” (casa) per la presenza delle numerose abitazioni rupestri esistenti nelle pareti verticali che delimitano la valle e che compongono le ultime colline degli iblei con cui chiuderemo l’anello, rientrando in paese.



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