• Comune di Campofranco (CL)

15 Aprile Riserva naturale integrale Monte Conca


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Direttore: G. Scribano Cell. 328.9176958 – Direttore riserva Vincenzo Biancone

Appuntamento: ore 7.45 alla sede del CAI
Partenza: ore 8.00
Rientro: alle ore 19.00 circa
Durata dell’escursione: un giorno
Equipaggiamento: scarponi da trekking, zaino, cappello, calze ricambio, asciugamani.
Mezzo di trasporto: auto propria
Tipologia del percorso e tracciato: in grotta e su sentieri tracciati
Difficoltà del percorso: E
Dislivello totale in metri: 300
Tempo di percorrenza in ore: 5 ore
Ripari lungo il percorso: casa cantoniera
Guadi da attraversare: presenti lungo il percorso in grotta
Acqua potabile lungo il percorso: Non sono presenti rifornimenti
Pasti: pranzo a sacco
Numero massimo dei partecipanti: 20

Il posto: la Riserva Naturale integrale di Monte Conca

È stata istituita nel 1995 dalla Regione Siciliana al fine di salvaguardare un territorio vasto 245 ettari ricadenti nel comune di Campofranco. Il rilievo è costituito da gessi selenitici del Messiniano, rocce evaporitiche formatesi nel bacino mediterraneo circa sei – sette milioni di anni fa.
Secondo alcuni studi, il mediterraneo si prosciugò quasi completamente per interruzione dei collegamenti con l’oceano Atlantico. All’interno della riserva sono protette due importanti grotte, entrambe attraversate da un torrente sotterraneo: la Risorgenza e l’Inghiottitoio. L’intera area è attraversata dal fiume Gallo d’Oro, che dopo circa 3 km a valle, confluisce nel fiume Platani. L’Inghiottitoio continua in una cavità sotterranea, la grotta di Carlazzo, e termina con una risorgenza che si apre sul versante a nord del rilievo. Il sistema idrologico sotterraneo, formatosi nei millenni per l’azione solubilizzatrice dell’acqua nella roccia gessosa, e i fenomeni carsici superficiali sono di grande interesse per gli studi scientifici sulla circolazione idrica e sui fenomeni speleogenici. La visita alle cavità carsiche, riservata solo a speleologi è possibile, in brevi tratti, anche agli escursionisti. Oltre alla visita delle grotte, innumerevoli sono le possibilità di conoscenza dell’area protetta tramite la rete di sentieri tracciati che permettono un’ottima osservazione ambientale, oltre alla scoperta di testimonianze archeologiche ed etno-antropologiche. Vi è anche occasione di osservare e identificare l’avifauna nel suo ambiente naturale.

L’inghiottitoio di Monte Conca

Si apre sul versante sud, nella parte terminale di una valle cieca. Localmente la cavità è conosciuta come Zubbio, che dà il nome anche alla contrada, nome tipico in Sicilia delle depressioni carsiche.
La prima parte della grotta è costituita da una galleria orizzontale con andamento regolare verso nord. Le pareti sono levigate e prive di concrezionamento. Dopo circa 100mt. la cavità si sviluppa in senso verticale con la presenza di quattro pozzi a cascata, profondi rispettivamente 9, 12, 31, 26 metri, intervallati da brevi collegamenti orizzontali. Alla base di questi pozzi sono presenti ampie marmitte scavate dal violento impatto dell’acqua che spesso trascina notevoli quantità di materiale detritico. In corrispondenza dei pozzi si hanno imponenti colonne e colate di calcite a forma di cascate. Alla base dell’ultimo pozzo si trova una galleria meandriforme lunga circa 400 mt. con un’altezza variabile da 1 a 10 mt. Sulle pareti è possibile osservare la stratificazione centimetrica della roccia, costituita integralmente da cristalli di gesso. Man mano che si prosegue, a causa dei cospicui depositi di fango e detriti e dell’abbassamento graduale del soffitto, la galleria diventa impraticabile, permettendo solo il deflusso delle acque che ritornano alla luce nella risorgenza (Grotta di Carlazzo).

La Grotta di Carlazzo.

E’ una cavità a regime perenne e si sviluppa su 2 livelli sovrapposti: attivo quello inferiore, fossile il superiore.
A circa 20 mt. dall’ingresso, in corrispondenza di un laghetto in cui tornano a giorno le acque sotterranee, si apre sul soffitto un pozzo ascendente di origine antropica, scavato rimaneggiando una pre-esistente cavità naturale verticale. Questo pozzo era utilizzato per estrarre le acque della risorgenza mediante la collocazione di una “senia” a trazione animale. Per accumulare più acqua possibile, è stato ostruito l’ingresso naturale. Tali acque erano uniche e particolarmente ricche di contenuti salini. Erano utilizzate in agricoltura.

Programma dell’escursione

L’escursione prevede la visita nel primo tratto, orizzontale, dell’inghiottitoio di Monte Conca.
Saranno forniti dal CAI (gestore della riserva) stivali, casco e lampade. Dopo la visita seguirà un’escursione che porta in cima di Monte Conca (436 mt.) per osservare il panorama sulla riserva: a nord troviamo i rilievi di Cozzo Don Michele, Rocche di Don Michele e Rocche di Tullio. La sosta per il pranzo è prevista presso la casa cantoniera, sede del gestore della riserva. Dopo il pranzo visita al sito archeologico, dove si evidenziano le tracce del neolitico e particolari tombe a Tholos della tarda età del bronzo. Nei pressi si trovano anche resti di fortilizi medioevali. Ci si sposta a Milena per una visita guidata al museo archeologico.



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