• un panoramico villaggio rupestre

17 Giugno -Fosso Calcagno e i Ddieri di cava Grande del Cassibile Avola (SR)


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Direttori: Claudio Occhipinti 339 3600464 e Maurizio Azzara 349 1194887

PERCORSO: ad anello su sentieri (a tratti esposti), cunicoli e grotte
LUNGHEZZA PERCORSO: ca. km 8,00
DISLIVELLO: complessivo in salita +500 mt; complessivo in discesa –500 mt
DIFFICOLTA’: classificazione c.a.i. “EEA”
TEMPO DI PERCORRENZA: 8 ore circa (soste comprese)

EQUIPAGGIAMENTO: pantaloni lunghi, maglietta o camicia (consigliata a maniche lunghe), scarponi da trekking, guanti, cappellino, almeno 1,5 lt d’acqua, costume da bagno.
ACQUA POTABILE LUNGO IL PERCORSO: no

RIPARI LUNGO IL PERCORSO: all’interno dei Ddieri
GUADI: si
PRANZO: a sacco in proprio
MEZZI DI TRASPORTO: mezzo proprio

NUMERO MAX DI PARTECIPANTI: max 15 (solo soci)
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: contributo volontario alla sezione di € 2,00.

PROGRAMMA
-Ore 8,00 Ritrovo presso il parcheggio del foro boario S.P. 10 per Chiaramonte km 1,200
-Ore 8,10 Partenza per raggiungere il luogo dell’escursione
-Ore 9,30 Partenza per l’escursione
-Ore 17,00 Fine escursione

Fosso Calcagno

Il Fosso Calcagno è una piccola cava laterale alla Cava Grande, ricoperto da una folta vegetazione mediterranea di tipo ibleo prevalentemente composta da Lecci. Qui vi è un sentiero da cui scendere e salire chiamato “Scala di Fosso Calcagno” o “Scala Bizantina” che si presenta impervio e piuttosto scosceso e che conduce al fiume. Questo sentiero incrocia il panoramico “sentiero di mezzacosta” da cui si prende la via per raggiungere i Ddieri.

I “Ddieri”

Sul versante sud di Cava Grande del fiume Cassibile (nel territorio del comune di Avola) sulle pareti del costone roccioso è presente un sistema di grotte scavate nella roccia calcarea a strapiombo nella cava, i “Ddieri” (dall’arabo diyar, casa). Questo complesso si sviluppa per circa un chilometro su diversi livelli e i vari ambienti sono collegati fra loro da cunicoli e scalette scavate nella roccia. Questo villaggio rupestre, fu realizzato presumibilmente dai Siculi tra il sec. XI e il IX a.C., e successivamente riutilizzato e ampliato in epoca bizantina e poi araba; solo in questo agglomerato sono stati individuati circa 140 ambienti.



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